mercoledì, Maggio 22, 2024

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Psicologia dello Sport: l’impatto della gestione emotiva dei giocatori in campo

Gianluca Panella: le differenze tra Mourinho e De Rossi

Impatto psicologico dei giocatori e gestione della paura in campo

Durante l’evento “Il Calcio e i giovani…raccontiamoci che Emozione!”, avvenuto il 14 Maggio 2024, la Redazione di Romanews.eu ha avuto modo di intervistare, Gianluca Panella, psicologo dello sport. Tifosissimo della Roma, ci ha spiegato le differenze tra Mourinho e De Rossi dal punto di vista di gestione dei giocatori, soprattutto a livello psicologico e ha poi sottolineato: “Che reazione a Leverkusen”. Di seguito l’intervista.

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Le dichiarazioni di Gianluca Panella a ROMANEWS.

L’impatto psicologico dei giocatori con Mourinho contro l’atteggiamento di De Rossi?
C’è da riflettere bene sull’impatto che ha avuto Mourinho sui calciatori, sull’ambiente e sui tifosi. Con quello che, invece, ha creato Daniele De Rossi. Tra i due ha fatto meglio De Rossi sia a livello mediatico che empatico. Mourinho stimolava i nervi dei calciatori e di tutto lo staff interno. Per esempio contro il Napoli, lo staff, aveva invaso l’area tecnica con 8 collaboratori. Mi ha colpito molto che parlavano in troppi, tutti mettevano bocca. Mentre De Rossi ha influenzato positivamente l’animo dei calciatori, sul quale ho scritto un libro qualche tempo fa (NELL’ANIMO DEL CALCIATORE).

L’atteggiamento in Bayer Leverkusen-Roma sarebbe stato diverso con Mourinho in panchina?
L’atteggiamento visto con De Rossi è più pulito, non dico remissivo, ma hanno saputo gestire meglio anche la frustrazione. Per esempio i calciatori in Leverkusen-Roma, se ci fosse stato Mourinho, perdere in quel modo, dando tutto, avrebbero reagito in modo peggiore, sarebbero stati tutti espulsi. Quindi per questo la gestione è stata fantastica. Ecco perché sono usciti a testa alta e anche un po’ “perdonati”. Però, allo stesso tempo, l’impatto emotivo di questi calciatori può essere devastante, proprio come è accaduto contro l’Atalanta. Perché, comunque, sono state toccate delle corde emotive particolari.

Invece se parlassimo delle scelte comunicative nelle conferenze stampa?
Le conferenze stampa condotte dai due sono molto diverse. Infatti da un lato Mourinho, preso dal suo modo di fare e preso dal suo narcisismo, possiamo dire che se la cantava e se la suonava. Mentre De Rossi ammette le sue colpe e, ad inizio percorso come allenatore della Roma, ha detto fin da subito che i suoi giocatori erano forti, senza fare come Mourinho, che a volte, li insultava. Gli atteggiamenti sono assolutamente diversi.

Come si gestisce la paura?
La paura ti fa cadere: prima in frustrazione e poi nell’agito inconsapevole, quindi nel fallo di frustrazione. Perché se non hai una consapevolezza psicocorporea, in quel momento, tu tendi a non stare adattato bene col corpo e con la postura sul campo. Questo comporta molte volte errori. Sembrerebbe come se il gruppo di De Rossi sia più autocentrato e compatto nella gestione emotiva. Contro il Bayer gli eventi hanno influenzato la partita, però è stata gestita benissimo. E’ stata una reazione mentale, quella del ritorno, fantastica. Anche perché la rimonta è avvenuta fuori casa. E’ lì che la Roma ha segnato due gol, sì su rigore, ma i rigori la squadra di De Rossi li ha cercati. La fortuna aiuta gli audaci e chi vuole veramente.

Le critiche a Smalling?
ra, in molti criticano Smalling per lo scontro avvenuto con Svilar sul 2-1. Il calcio di punizione, battuto da Xhaka, ha spiazzato tutti.

Cosa cambia nell’aspetto emotivo?
Per quanto riguarda l’aspetto emotivo dei calciatori, preferisco come li gestisce De Rossi. Perché sa parlare con i calciatori e ci sa comunicare. Non si limita soltanto alla pacca sulla spalla come faceva Mourinho. Naturalmente sono tutte ipotesi, anche perché dentro Trigoria non ci ha messo piede nessuno.

L’andata è stata influenzata solamente dall’errore di Karsdorp?
All’andata la Roma era partita bene. C’è tutta l’attenzione sull’errore di Karsdorp. Mentre ci si concentra meno sull’errore di Abraham, sul finire della partita, a porta vuota. Il ritorno sarebbe stato più semplice sull’ 1-2, visto come è partita la Roma. Con quel gol saremmo passati. Karsdorp c’è l’ha un po’, nel suo atteggiamento e nel suo modo di calciare, l’esterno destro. Ma ha preso un solco e quell’errore è stato fatale. Poi è normale che la Roma sia andata sotto con la lucidità e non ha saputo reagire mentalmente. E’ stata una botta emotiva pazzesca.

Come ha fatto De Rossi, fino all’82esimo, a ribaltarla al ritorno, visto il risultato all’andata?§
E’ stato molto bravo Daniele De Rossi a creare, durante la settimana che conduceva al ritorno, quel clima di fiducia. Perché poi, l’elemento che passa tanto, sia da parte dei media verso De Rossi che di quest’ultimo verso i calciatori e dei giocatori verso sé stessi, passa proprio l’elemento della fiducia e della forza. E’ vero che è stato brutto uscire dall’UEL in quel modo. Perché la Roma è arrivata stanca ai minuti finali.

Come sono state preparate, psicologicamente, le due partite con le ‘aspirine’ ?
La partita del ritorno è stata abbastanza speculare rispetto a quella dell’andata. Infatti all’andata i giallorossi meritavano il vantaggio e invece sono passati avanti i tedeschi. Mentre al ritorno era partito con più occasioni il Leverkusen e poi la Roma ha segnato i due gol. Avevo detto che se segnavamo entro il 30esimo o 40esimo la partita si sarebbe rimessa in piedi. Ne ero sicurissimo. Sono state due partite interessantissime. Al ritorno la Roma ha messo in difficoltà il Bayer Leverkusen. Poi la Roma non ha retto, erano troppo stanchi. Il Leverkusen nelle due partite ha fatto 48 tiri di cui 12 solo al ritorno, il Bayer ha meritato e non ci sono dubbi. Però entrambe si sono messe in difficoltà. C’è stato solo un errore fatale, perché poi la partita, da De Rossi, è stata preparata bene.

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