mercoledì, Maggio 22, 2024

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Mourinho non dimentica l’esonero: lancia un’ultima frecciata alla Roma

Il pensiero dell’esonero di Mourinho dalla Roma è una questione ancora aperta, accompagnata da nuove e pungenti dichiarazioni. Ecco le sue parole.

Il “Fenomeno” Mourinho e l’amore della piazza giallorossa

José Mourinho è stato senza dubbio uno dei protagonisti più influenti sulla scena calcistica romana negli ultimi anni. Il suo ruolo centrale nel progetto Roma e il forte legame instaurato con il pubblico lo hanno reso un idolo incontrastato per una tifoseria che lo ha accolto con grande entusiasmo e affetto quasi unanime.

Nonostante le differenze di opinioni e le sfide incontrate nell’ultima fase della sua avventura, soprattutto a causa delle difficoltà riscontrate da giocatori come Dybala, i successi raggiunti dalla Roma a livello europeo negli ultimi due anni richiedono un riconoscimento per il lavoro svolto dal tecnico portoghese. Dopo l’esonero, Mourinho ha spesso espresso pensieri chiari e significativi sulla sua esperienza nella Capitale.

Doppia finale europea e il controverso esonero

In recenti dichiarazioni, Mourinho ha puntato il dito principalmente contro dirigenza e proprietà, lasciando trasparire una frattura interna che ha contribuito alla sua separazione dalla Roma. Le sue critiche, sebbene non esplicite, hanno schiarito il quadro di una situazione complessa che ha condotto all’allontanamento del tecnico.

Proprio mentre l’Atalanta si prepara a disputare la finale di Europa League, un evento che potrebbe avere ripercussioni significative per la corsa Champions della Roma, Mourinho è tornato a parlare della sua esperienza romana. Ha sottolineato il prestigioso percorso europeo che ha segnato la sua gestione prima dell’esonero deciso dai Friedkin nel mese di gennaio.

Durante un’intervista a O Jogo, Mourinho ha usato la sua abituale retorica criptica ma incisiva, rendendo chiare alcune riflessioni sul suo tempo trascorso in giallorosso. Ecco le sue parole: “Raggiungere due finali europee con la Roma è stato, forse, uno dei miei trofei più grandi. Guardando la storia si capisce il perché. Ci sono cose che fai che sono solo una normale conseguenza della situazione. Meno condizioni ci sono, più credito ce l’hai quando vinci. Alla Roma era impossibile raggiungere due finali europee di fila, ecco perché mi hanno licenziato al terzo anno”.

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